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Oct 15

GP LONDON 2016: ALEATOR C’È

Cari lettori, nel weekend 7-9 ottobre si è tenuto presso il London ExCel il GrandPrix di Magic formato Sealed con l’espansione di Kaladesh. Cosa è un GrandPrix? Sono dei tornei di Magic che si tengono in tutto il mondo, eventi aperti a tutti, con sostanziosi premi in denaro: questi tornei sono molto partecipati sia per l’incentivo dei premi, sia perché partecipano giocatori amatoriali insieme ai giocatori professionisti, oltre al fatto che ad accompagnare l’evento principale solitamente ci sono anche vari artisti ed è costellato di eventi secondari. Insomma un paradiso per gli appassionati.

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Visto che ormai noi di ALEATOR abbiamo un abbonamento agli eventi nerd all’ExCel due nostri soci Yuri e l’illustrissimo et emerito presidente Nicola (un pacchetto di pan di stelle per tutta la redazione, grazie) hanno preso parte al GP. Ecco a voi il resoconto della loro avventura!!

Note tecniche prima di incominciare la lettura:

  • Il Gp si svolge in due giorni.
  • I partecipanti erano 2566 il primo giorno.
  • Il primo giorno il formato è sealed: ai giocatori vengono date delle bustine e da esse (pool) si devono costruire un mazzo di almeno 40 carte in un tempo limitato.
  • Il primo giorno sono previsti 9 incontri, ogni incontro si vince al meglio delle tre partite.
  • Il secondo giorno il formato cambia e si passa ai draft: riassumendo ogni giocatore ha tre bustine, se ne apre una alla volta, si sceglie una carta e si passano le rimanti al giocatore di fianco. Dalle carte scelte si costruisce il mazzo.
  • I giocatori che hanno avuto accesso al secondo giorno sono stati 722.
  • Da come procedono gli incontri del draft si accede alla top8 e poi alla finale.

Punto di vista di Nicola

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Contlo la sfiga non c’è vittolia

(Antico Detto Cinese)

Partiamo con El Presidente. Che aspettative avevi per il GP?

Nessuna, per fortuna. Non avevo mai fatto eventi limited di questo livello quindi non sapevo bene cosa aspettarmi. L’obiettivo dichiarato era quello di arrivare al day 2, ma era un obiettivo a cui mirare, non il minimo indispensabile (e credo bene…).

The President è una persona al solito pragmatica! Dai raccontaci come hai insegnato a giocare a Magic ai sudditi della corona!! 

Il day 1 è sealed deck, e vedendo il pool a disposizione ero contento. C’erano un buon numero di rare/non comuni bianche di pregio (aerial responder, aetherstorm roc, wispweaver angel e soprattutto angel of invention). Il bianco è un colore che gioco spesso e in Kaladesh è oggettivamente forte, quindi bene così. Trovare un secondo colore però è stato problematico. Il verde era completamente ingiocabile. Il blu non aveva creature né rimozioni. Il nero era inesistente (avrò avuto 7-8 carte in tutto…). Restava per esclusione il rosso che però aveva qualche rimozione e che poteva tranquillamente aiutarmi a tenere il campo fino a che non pescavo qualche bomba bianca.

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Col senno di poi ho sbagliato completamente la valutazione. Il pool faceva schifo. Con 6 bustine TUTTI hanno almeno 1-2 bombe e quello che fa la differenza è la qualità delle comuni. Per farla breve la cosa è cominciata altalenante (1 persa, 1 vinta, 1 persa, 1, vinta) e poi è collassata del tutto. Mi sono ritirato sul 2-4 (con più di 3 sconfitte non si passa al day 2) per cercare di ottenere risultati migliori nei side event.

Ouch ! Le président si è ritrovato a mangiare fish&chips !! Il Bianco quindi ti ha fuorviato nella costruzione e nella scelta dei colori?

No, il bianco era necessario e probabilmente anche corretto, le carte forti c’erano. Se mi fossi reso conto prima che il pool era scarso a comuni decenti (“shallow”, tecnicamente) forse avrei tentato un mazzo più di controllo magari col blu, ma onestamente non so se sarebbe stato possibile.

Come sono andati gli eventi secondari?

Ho fatto solo un side event vero e proprio (Modern), per il resto ho fatto tornei on-demand (tornei da 8 giocatori ad eliminazione diretta) anche perché pagavano bene: 10£ di iscrizione, con 1/2/3 vttorie prendevi 50/100/200 tickets (redimibili al banco premi, per confronto 1 bustina di kaladesh veniva 10 tx). Risultati anche qui disgustosi. Giocando per tre giorni in tre formati diversi (limited, standard e modern) ho vinto la bellezza di SEI incontri (compresi i due del main event). Ho perso (ripetutamente) anche matchup in cui ho sempre vinto di brutto. Evidentemente non c’ero proprio con la testa. Totale definitivo 150 tx, cioè 15 bustine (no, nessuna Invention).

Ok, sembra che le nebbie della terre di Albione abbiano neutralizzato l’anti-malocchio che ti eri gettato o il karma ti ha ricordato che non si è dimenticato degli innocenti gattini uccisi nella tua vita precedente! Almeno mentre venivi brutalmente picchiato l’ambiente era piacevole?

Ottimo come sempre. Anche perdendo continuamente mi sono divertito (anche se ad un certo punto mi sono arreso all’evidenza e ho smesso di giocare). I giocatori sono sempre cortesi e onesti, con un clima di rispetto che non sempre si trova nei tornei minori. I judge sono disponibilissimi e fanno di tutto perchè la tua esperienza sia piacevole. E poi c’è l’immersione totale nel mondo magic che ogni tanto ci vuole proprio. Per dire, durante le cene in albergo i tavoli intorno a noi erano pieni di gente che mangiava e giocava. Un gruppetto si è messo a fare un DRAFT mentre mangiava. Assolutamente fantastico.

Un commento finale su questa tua esperienza?

Risultati una merda, ma chi se ne frega. Era il mio secondo GP e non mi ha deluso. Ora sono pronto al terzo 😉

Punto di vista di Yuri

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Vai Yuri! Raccontaci con che animo sei partito per questo GP!!

Partenza per Londra nella mattinata di venerdì, con la valigia sgombra di Magic: per questioni di spazio ho portato solo un mazzo modern perché non si sa mai. L’idea generale era quella di fare del mio meglio nel main event e poi imbottirmi di side event limited. Le mie aspettative non erano particolarmente alte, ma in un formato del genere può succedere di tutto.

E un po’ di tutto è successo! Raccontaci di come hai vissuto il tuo primo GP!

Arriviamo in fiera nel primo pomeriggio e noto subito che la fila dai vari artisti è del tutto sgombra, fatta eccezione per la Villeneuve. Decido di non perdermi l’occasione e mi fiondo a fare shopping: porto quindi a casa carte firmate, artist’s proof e stampe di alcuni dei miei disegnatori preferiti (Mark Tedin e Pete Venters) della mia giovinezza. Soddisfatto del bottino mi iscrivo ad un side event sealed con l’idea di allenarmi per l’indomani ma purtroppo non ci sono partecipanti a quell’ora e torno in albergo senza aver messo mano alle carte.

Il day1 si apre all’insegna della tensione: è il primo GP che faccio quindi non ho esperienza. Seguo tutta la trafila di ordini per registrare il mazzo e, visto il mio pool di carte, decido di optare per un WG molto aggressivo e semplice. Non ho sbustato nessuna mitica da auto-win quindi mi affido alle bestie e ad un paio di sorprese come Fumigate e Fleetwheel Cruiser per vincere.

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Dopo 6 ore di gioco mi ritrovo sul 3-3, mi sono divertito abbastanza ma sto rosicando per alcuni errori evidenti. Vado al 7° turno convinto di poter poi droppare e mettermi in fila per la Villeneuve (la cui fila continua ad essere kilometrica) ma vinco…e vinco ancora…ed alla fine riesco a concludere con un bel 6-3 che mi qualifica per il secondo giorno! Epico.

Yeah! Complimenti per la qualificazione! Beh, niente eventi secondari per te, vai con il day2!

Vado quindi al day2 e subito trovo una sorpresa: il mio pod per il primo draft non c’e’ e vengo chiamato al tavolo dei judge con gli altri 7 del mio gruppo. Ci viene comunicato che faremo il draft separatamente dagli altri e la cosa mi mette in agitazione, convinto che la cosa sia legata alla presenza di qualche VIP o qualcosa del genere. Ed in un certo senso è così…abbiamo al tavolo un giocatore cieco! Un tipo di ChannelFireball si preoccupa di fare la spola tra il tavolo da draft ed il ragazzo, a cui vengono sussurrate le carte presenti nella busta di modo che possa scegliere: un’impresa non da poco se si considera che le scelte devono essere fatte in un tempo ben preciso e sempre minore con il diminuire delle carte tra cui scegliere. Agitato per mille fattori e non abituato a draftare con il timer, mi ritrovo con un mazzo GB abbastanza potente ma poco consistente a causa della scarsa presenza di creature, per altro non particolarmente potenti. Per fortuna Nissa ed una Key to the City suppliscono abbondantemente ai miei deficit e mi regalano un paio di facili vittorie. Perdo la terza partita a causa di un’abile giocatore che mi rivolta contro le mie rimozioni utilizzando una carta odiosa: Gonti.

Il draft con una persona cieca, ne parla anche la pagina ufficiale della Wizards. Complimenti al ragazzo e allo staff che è riuscito a permettergli di giocare! Una curiosità prima di continuare, il fatto di aver un tempo limitato durante il draft ti ha creato problemi?

Beh, diciamo che è molto diverso da ciò a cui siamo abituati, quindi è stato un po’ traumatico all’inizio. Ovviamente non puoi arrivare ad un evento del genere senza conoscere a menadito lo spoiler e le interazioni tra le carte, quindi c’è solo da abituarsi al nuovo ritmo.

Grazie! Continua pure!

Arrivo quindi al secondo draft dove vengo sospinto dei miei compagni di tavolo verso un mazzo WU. Sbaglio a fare i conti e mi ritrovo con un mazzo apparentemente molto solido ma privo di trick e sorprese; inoltre mi trovo ripetutamente costretto a mulligare e/o vengo punito da un mana-screw proibitivo che fa vincere abbastanza facilmente 2 match ai miei avversari. Durante l’ultimo match invece riesco a vedere le terre giuste e, grazie anche alla manifesta imprudenza del mio avversario, sono in grado di portare a casa la vittoria. Chiudo con un (tutto sommato) meritato 9-6 che mi lascia abbastanza soddisfatto.

Al termine del main event decido quindi di mettermi in fila per farmi alterare una carta dalla Villeneuve… che ancora ha una fila kilometrica! Ma avrò pazienza…

Un’ora dopo arrivo davanti alla disegnatrice e trovo un cartello che dice ‘no more alters today, sorry <3 “, cosa che mi deprime enormemente; mi devo accontentare di un paio di token personalizzati e di una doppia firma per la mia Linvala, ma saluto l’artista ripromettendomi di incontrarla di nuovo ad un altro GP.

Un sincero applauso per esserti qualificato al Day 2 ed essertela giocata fino alla fine! Un commento finale su questa tua prima esperienza?

Riassumendo, è stata una bella esperienza e mi sono molto divertito. L’ambiente era molto amichevole e l’organizzazione impeccabile; gli unici problemi che ho avuto sono stati con il cibo (nei paraggi dell’ExCel chiudeva tutto troppo presto e/o costava tutto uno sproposito) e con i londinesi…il loro accento ed il loro modo di parlare rende davvero difficile capire ciò che stanno dicendo. Non ho portato a casa nessun premio ma un bel tesoretto di ricordi (più o meno tangibili). A quando il prossimo GP? Spero presto.

Complimenti a Yuri e a Nicola e grazie per aver portato un po’ di ALEATOR al GP di Londra! Ma chi ha vinto il torneo? Un mostro del Draft dove parlando solo degli ultimi grossi eventi non c’è praticamente traccia di sconfitta in questo formato. È un portoghese e si chiama Márcio Carvalho ed ha vinto il GP di Londra senza nemmeno un incontro perso.

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