IL VOLONTARIATO: UN GIOCO DA RAGAZZI

Far capire ai preadolescenti di oggi i molteplici valori del volontariato in termini di soddisfazione e crescita personale non è cosa semplice. Non lo era nemmeno prima dell’avvento dei social network, che oggi conquistano l’attenzione dei più giovani a suon di reel e video di gattini. Eppure quest’anno abbiamo avuto la fortuna di prendere parte a un progetto che ha provato proprio a raccogliere questa sfida.

Foto di Gruppo Al Dolomiti Fantasy

Il Portavalori, promosso dal CSV di Belluno nelle persone di Gaia Sovilla e Lucrezia Casagrande, nasce con l’obiettivo di far comprendere ai ragazzi il significato del volontariato attraverso un percorso ricco di attività e culminato in un’esperienza concreta. Tra i protagonisti del progetto ci sono stati gli studenti delle classi a tempo prolungato della scuola secondaria di primo grado “D. Buzzati” di Limana (1A, 2A e 3A), accompagnati dalle loro insegnanti e da numerosi esperti che, incontro dopo incontro, hanno contribuito ad arricchire il percorso.

Uno dei primi passi è stato scegliere un’associazione del territorio con cui collaborare. Tra le tante realtà presenti in provincia, le classi hanno deciso di affidarsi ad ALEATOR APS, incuriosite dalla possibilità di scoprire il volontariato attraverso il gioco da tavolo. Per noi è stato un motivo di grande soddisfazione, ma anche una responsabilità: far capire ai ragazzi che dietro ogni partita c’è molto più del semplice divertimento. 

Una seconda fase, più riflessiva, ha portato gli studenti a interrogarsi sul significato del volontariato e a scoprire che, in fondo, molti gesti di aiuto fanno già parte della loro quotidianità: dare una mano in casa, aiutare un compagno, contribuire al bene della comunità. Piccole azioni che spesso passano inosservate, ma che rappresentano già una forma di attenzione verso gli altri.

Successivamente si è passati alla parte pratica. I ragazzi hanno provato diversi giochi da tavolo e sono stati chiamati a recensirli per iscritto. Le recensioni sono confluite in un libretto destinato agli studenti e sono state pubblicate anche sul sito di ALEATOR. Per aiutarli in questo compito sono intervenuti alcuni esperti: Alessia Talese, Stefano Raimondi e Federico Brancaleone che hanno spiegato come costruire un testo capace di raccontare e presentare in modo efficace un gioco, proprio come si farebbe con un libro o un film. 

L’ultima tappa del percorso è stata anche la più significativa. Durante il Dolomiti Fantasy, manifestazione che ogni anno anima il Parco Lotto di Trichiana, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di mettersi dall’altra parte del tavolo: non più giocatori, ma volontari. Hanno spiegato i giochi appresi ai bambini presenti all’evento, mettendo a disposizione il proprio tempo, le competenze acquisite e la voglia di coinvolgere gli altri.

Osservarli all’opera è stato il modo migliore per comprendere quanto il progetto avesse raggiunto il suo obiettivo. Molti studenti hanno raccontato di aver cambiato idea sul volontariato, scoprendolo più coinvolgente e gratificante di quanto immaginassero. Altri hanno trovato il coraggio di superare la timidezza e mettersi in gioco davanti a persone sconosciute. Tutti, semplicemente, si sono divertiti.

Per un’associazione come ALEATOR, che da sempre promuove il gioco come strumento di incontro, inclusione e crescita, esperienze di questo tipo rappresentano una conferma importante. Il gioco da tavolo non è soltanto un passatempo: è un linguaggio capace di creare relazioni, sviluppare competenze e offrire occasioni concrete per prendersi cura degli altri.

In un tempo in cui gli adolescenti vengono spesso descritti come disinteressati o ripiegati su sé stessi, questo progetto ha raccontato una storia diversa. Ha mostrato ragazzi capaci di assumersi una responsabilità, di condividere ciò che hanno imparato e di scoprire che la soddisfazione più grande nasce dal vedere qualcun altro divertirsi grazie al proprio impegno. Attraverso il gioco hanno imparato regole, strategie e modalità di relazione, ma soprattutto hanno sperimentato che ogni passione acquista un valore ancora più grande quando viene messa al servizio degli altri.

Forse è proprio questo il significato più autentico del volontariato: accorgersi che il tempo, le competenze e le passioni che ciascuno possiede possono trasformarsi in un ponte verso gli altri e, nel farlo, arricchire anche noi.

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